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Disavventure Argentine parte prima

OK io potrei brevettare il conta inciampi, chi mi conosce sa che sbatto sempre contro qualcosa o inciampo su me stessa mentre cammino, ma camminare per le strade argentine a volte è una impresa non facile, qui non ci sono buche ma veri e propri crateri dove sei cadi ti tirano su con la grù.

Certo un conto è camminare e inciampare nei marciapiedi ma un altra cosa e quando tu arrivi nell’androne della tua scuola di spagnolo a Buenos Aires e non vedendo quello stronzo di mini gradino ti spiaccichi a pelle d’orso sul pavimento convinta che almeno un osso te lo sei rotto dopo il tonfo catastrofico che hai appena fatto.

Non conenta il giorno dopo ben rimembra dello scalino pensando, tanto questa volta non mi freghi, ti distrai e ti schiacci il tuo povero pollice nel portone, e sì, fa proprio tanto ma tantissmo male cacchio!!!

Ma le comiche signori non finiscono qui nei miei primi giorni a zonzo per questo splendido paese, perchè una sera che nell’ostello mancava l’acqua calda nelle doccie facendomi coraggio e contanto 1,2,3 ce la posso fare mi infilo sotto l’acqua fredda con ancora addosso le mutande e me ne rendo conto solo quando sento il contatto della pelle con la stoffa bagnata e fredda!!

Poi ti capita di prendere con un preavviso di solo 3 ore un pullman per la tua prossima meta a soli 21 ore di distanza e quando arrivi a destinanzione nell’ostello non hanno traccia della tua penotazione ma ti trovano gentilmente una sistemazione in una stanza privata tutta per te e tu dici ma cavolo proprio la nostra prenotazione di una bella camera matrimoniale, lusso che ci concediamo poche volte dovevavo perdere??

E no mio povero ragazzo argentino che non biascichi una parola di inglese, la colpa mica è tua, la prenotazione mica la potevi trovare visto che noi l’avevamo fatta in un altro ostello!!

No ragazzi, siamo senza parole, non ci era mai successo di essere così storditi, ancora ridiamo da soli.

Il titolo è parte prima perchè in altri quindici giorni vuoi che non succeda altro?? Aspettare per credere 🙂

 

io potrei brevettare il conta inciampi, chi mi conosce sa che sbatto sempre contro qualcosa o inciampo su me stessa mentre cammino, ma camminare per le strade argentine a volte è una impresa non facile, qui non ci sono buche ma veri e propri crateri dove sei cadi ti tirano su con la grù. Certo un conto è camminare e inciampare nei marciapiedi ma un altra cosa e quando tu arrivi nell'androne della tua scuola di spagnolo a Buenos Aires e non vedendo quello stronzo di mini gradino ti spiaccichi a pelle d'orso sul pavimento convinta che almeno un…

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La Fery

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